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Un giorno senza carne, l'iniziativa al World Meat Free Day

Logo del World Meat Free Day

Ieri in tutto il mondo si è festeggiato il World Meat Free Day, iniziativa che è riuscita a raggiungere il vero obiettivo per cui era stata organizzata, ossia, riportare all'attenzione mediatica l’impatto ambientale che creano gli allevamenti bovini e il conseguente risparmio in termini di emissioni e contaminazione di terreni che si avrebbe rinunciano (anche solo un giorno a settimana) a cibarsi di carne.

Il concetto quindi è che diventare vegetariani per un giorno, fa bene al pianeta, oltre che alla salute, questo perchè secondo le ultime stime, come dichiarato dagli organizzatori, la popolazione mondiale raggiungerà il tetto dei 9 miliardi entro il 2050 per cui: 'se non modificheremo le nostre abitudini alimentari la produzione di carne dovrebbe raggiungere 200 milioni di tonnellate'. Quantità ritenuta insostenibile per le risorse ambientali e idriche del pianeta che in futuro continueranno a diminuire.

Sostituire non eliminare

Eliminare la carne e, quindi, diventare vegetariani a tutti gli effetti, non è necessario. Si dovrebbe continuare a mangiare carne e derivati se ci piacciono e/o fanno parte della cultura, ma con la consapevolezza di quello che comporta a livello ambientale, nutrizionale, ed etico. Dunque è preferibile ridurne la quantità, sostituendo le sostanze nutrizionali che provengono dalla carne con altri cibi equivalenti che contengono le stesse sostanze.

Solo l'anno scorso l'Oms ha inserito le carni rosse e lavorate nel gruppo delle sostanze cancerogene, mentre un recente studio dell'Università di Oxford ha invece evidenziato che, se tutto il mondo diminuisse il consumo di carne, si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050. La ricerca sottolinea anche come non sia necessario adottare misure drastiche e che un lieve cambiamento, che limiti la dose settimanale a circa 300 grammi, eviterebbe più di 5 milioni di decessi.

Conta il tuo risparmio

Sul sito del World Free Meat Day c'è un 'contatore' che ci aiuta a misurare l'impatto ambientale dovuto alla rinuncia della carne. Ad esempio una sola persona che rinuncia a un pasto a base di carne risparmia l'acqua che viene usata da 9 persone durante il giorno e l'emissione di CO2 prodotta da una teiera fatta bollire 388 volte. Ovviamente maggiore è il numero di persone che rinuncia e maggiore è la diminuizione dell'impatto ambientale, per cui possiamo iniziare ora che siamo ancora in tempo, prima che il pianeta su cui abitiamo non ci potrà dare più ciò di cui abbiamo bisogno.

 

 

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