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'Scuola al Centro': l'iniziativa del ministro Giannini per le scuole aperte d'estate

Lanciata a Tokyo l'iniziativa del ministro Giannini

A fine aprile c'è stato l'annuncio della nuova iniziativa che ha come obiettivo l'apertura estiva delle scuole e ora che siamo quasi alla fine dell'anno scolastico, il ministro Giannini torna sull'argomento ribadendo che il progetto sarà finanziato con 10 milioni di euro ed è interamente dedicato ai ragazzi di periferie a rischio, i quali rimangono a casa e inevitabilmente finiscono per passare le loro giornate in strada. 

'Se il progetto che sperimenteremo quest'estate darà buoni risultati, una volta avviato il meccanismo, potremo pensare anche all'apertura nel giorno della domenica', dichiara il ministro. Il titolo è Scuola al Centro e nasce dopo un appello al ministro Giannini, fatto dal movimento Un popolo in cammino, che lo ha illustrato questi giorni al G7 di Tokyo in tema di educazione e ambiente. Inizialmente le città coinvolte saranno Milano, Roma, Napoli e Palermo soprattutto per le scuole situate nelle periferie e nelle zone maggiormente disagiate.


Il ministro assicura che non ci saranno lezioni o compiti, bensì nei due mesi estivi si organizzeranno corsi di musica, teatro o laboratori artistici e si penserà allo sport.

Professori e risorse

I professori non saranno obbligati ad andare a scuola anche d'estate ma la loro presenza sarà su base volontaria e coloro che aderiranno al progetto riceveranno un compenso anche se non molto alto dice Giannini. Le risorse, invece, saranno reperite dai fondi europei destinati alla dispersione scolastica. In futuro non si esclude anche che altre città e istituti di zone difficili potranno partecipare a questa iniziativa.


Non è favorevole al progetto Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario Cisal, che solleva molte problematiche ad iniziare dai fondi definendo 'pochi spiccioli' i 10 milioni di euro di finanziamento che dovrebbero andare anche a copertura dei 56mila nuovi docenti immessi in ruolo. Neppure il presidente dell'Anp, Rembado, è entusiasta ribadendo che 'Bisogna trovare figure professionali adatte a svolgere quelle attività di animazione, quindi, coinvolgere i professori non è la scelta migliore'


Immaginare, comunque, di svolgere anche nei due mesi estivi le attività scolastiche è una sfida ardua non solo per i costi, ma anche per il personale che dovrebbe garantire la sicurezza e la pulizia degli istituti, oltre alla sorveglianza dei ragazzi e ragazze. Infatti i maggiori sindacati della scuola sono proiettati verso lo sciopero generale del 20 maggio visto che prima ancora di aprire le scuole d'estate bisognerebbe pensare a stipulare un contratto nazionale atteso da sette anni e porre fine al precariato, non affatto terminato con la riforma della Buona Scuola.

 

 

 

 

 

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