Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
{{#image}}
{{/image}}
{{text}} {{subtext}}

logo r

La corruzione della politica italiana rimane il male maggiore del nostro Paese

La corruzione è la piaga dell'Italia

Il presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, ammette che il problema principale dell'Italia è la corruzione della sua classe dirigente in tutti i livelli amministrativi, dichiarando che: "I piani per fermare la corruzione non sono sufficienti". Ecco, dunque, il motivo per cui la corruzione rimane il "vero e proprio tumore sociale", per usare le parole di Cantone, "un fenomeno radicato nel sistema in cui si fa persino fatica a dire chi corrompe e chi viene corrotto".

È dai tempi di Tangentopoli che i magistrati italiani sono impegnati a scardinare questo sistema di mala politica e corruzione, riuscendo in alcuni casi a portare alla luce chiaramente i meccanismi che sottobanco e nei posti oscuri dei palazzi del potere affliggono i cittadini e l'intero sistema-Paese. Ma tutti gli sforzi, encomiabili, non sono serviti ad estirpare questa piaga che resta, insieme alla presenza della criminalità organizzata invischiata con i politici, uno dei motivi che frenano lo sviluppo economico dell'Italia. I dati presenti nella relazione lo dimostrano.

Cantone ha illustrato i numeri relativi a più di 1.300 amministrazioni che evidenziano un risultato veramente sconcertante: "il 90% delle amministrazioni ha adottato un piano anticorruzione, ma la sua qualità risulta nella maggior parte dei casi non idonea", ha sottolineato il magistrato che aggiunge: "Emergono molteplici criticità come la quasi totale assenza di una valutazione del contesto esterno in cui opera l'amministrazione e la scarsa definizione dei processi interni".

Ma non finisce qui. Ad esempio, nell'ultimo rapporto di Legambiente, si evidenzia come ci siano 233 inchieste ecocriminali in cui la corruzione è stata la causa predominante, infatti si registra una crescita di reati ambientali specialmente nella regione Lombardia che detiene il primato per la corruzione con 31 indagini, seguita dalla Sicilia (28), Campania (27), Lazio (26) e Calabria (22).

Dal Mose di Venezia ai cantieri della Tav, dal terremoto dell'Aquila alla gestione dei rifiuti e alle rinnovabili, questo cancro dilaga e si espande in tutta la nostra penisola divorando quel poco di buono che è rimasto e regalandoci il triste primato di Paese più corrotto d'Europa. In Italia le uniche riforme che sarebbero davvero utili sono semplicemente due: giustizia e politica.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Newsletter

Collaborazioni

VETRINA LIBRO

Google+

Twitter