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Emergenza immigrazione, l'Italia si fa carico da sola della questione

Italia sola nella gestione dei migranti

Renzi cerca un aiuto dall'Europa per gestire l'emergenza immigrazione, ma non riceve alcuna risposta. L'Italia rimane da sola a gestire tutta la questione migranti ed il protocollo di Dublino sarà, in ogni caso, una barriera difficile da superare. Durante l'incontro tra il premier italiano e il presidente francese, François Hollande, non si sono fatti passi avanti confermando una distanza siderale nelle politiche di immigrazione tra il nostro Paese ed i vicini francesi.

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A Roma è in arrivo il GRAB: il raccordo anulare delle bici

E' in arrivo il grab a Roma

E' come il Grande Raccordo Anulare ma si potrà circolare solo in bicicletta. Si chiama GrabGrande Raccordo Anulare delle Bici, e diventerà un anello parallelo al GRA ma costituito solo da piste ciclabili che con i suoi 44,2 Km di lunghezza risulterebbe la pista più lunga del mondo, tutto interno alla Capitale. Questa novità è stata ideata dalle associazioni in difesa dell'ambiente e delle due ruote Legambiente e VeloLove, che hanno presentato l'opera in occasione dell'incontro avvenuto all'ex Cartiera latina. Alcune figure istituzionali hanno partecipato all'evento per appoggiare la realizzazione dell'opera, tra cui, Ermete Realacci, presidente commissione Ambiente della Camera e Paolo Masini, assessore Scuola, Sport e Partecipazione del Comune di Roma.

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Roma, allarme turismo: sporcizia e degrado allontanano i visitatori

Siti di interesse archeologico a Roma

La città di Roma presenta molte problematiche irrisolte, dalla situazione sui trasporti pubblici alla sporcizia, passando per l'abusivismo, che troviamo per le strade. Tutte caratteristiche che non fanno apparire la Capitale degna di ospitare un grande evento come quello annunciato da Papa Francesco. Il presidente dell'Ada, l'associazione dei direttori degli alberghi, Roberto Necci, si ritiene molto preoccupato e lancia un appello al sindaco di Roma, Ignazio Marino.

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Minacce dell'Isis a Roma e Milano: 'Aspettiamo l'ora X'

Twitter, Isis. Minacce a Roma e Milano

Da ieri, sulla rete, circolano alcune foto che riprendono messaggi di minaccia firmati dallo Stato Islamico nei luoghi che sono il simbolo delle due città di Roma e Milano. Fonti di sicurezza che monitorano l'attività delle cellule islamiste sul territorio rassicurano su possibili attentati "non ci sono elementi di allarme. Continuiamo a mantenere una massima allerta". Le foto sono state pubblicate dal quotidiano 'Il Tempo' e circolano sugli account Twitter di alcuni sostenitori dell'Isis, in particolare su un profilo di un tunisino, il cui account è @frances48940676, che fotografa un foglietto con su scritto: "Siamo tra voi. Ovunque. Stiamo scegliendo gli obiettivi in attesa che venga il momento". A fare da sfondo alla foto sono i monumenti storici come il Colosseo di Roma o il Duomo a Milano o, talvolta, vengono fotografate anche vetture della Polizia di Stato o della Polizia Municipale.

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Iraq, trovate fosse comuni scavate dall'Isis

Iraq, trovate fosse comuni con 1700 soldati

Al Jazeera comunica che fino ad ora sono stati trovati una ventina di corpi, ma il bilancio è destinato a salire di molto, poiché le fosse comuni sono oltre 10 e si trovano tutte nei pressi di Tikrit, cittadina conquistata dall'esercito di Baghdad ai soldati jihadisti, all'interno del palazzo presidenziale in cui sono custoditi i resti dell'ex presidente Saddam Hussein. Le vittime sarebbero i soldati iracheni del "campo Speicher", che lo scorso 12 giugno, furono uccisi dagli jihadisti.

Tutte le fosse sarebbero in grado di contenere circa 1700 corpi, afferma uno degli scienziati forensi mandati sul posto per effettuare le analisi: "Abbiamo scavato nella prima fossa ed abbiamo rinvenuto 20 cadaveri. Le indicazioni iniziali mostrano senza ombra di dubbio che si tratta delle vittime del campo Speicher, la scena che ci siamo trovati davanti era straziante. Chi può commetere una simile strage di persone, a sangue freddo?". Le cifre ufficiali diffuse riguardo la strage, risalente al giugno del 2014, parlavano di oltre 160 militari giustiziati a sangue freddo, l'Isis però ha poi rivendicato l'esecuzione di almeno 1.700 sciiti.

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