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Scandalo petrolio: nel serbatoio più tasse che carburante

Le accise distruggono l'economia

Il prezzo del petrolio, nelle ultime settimane, è sceso sotto i 30 dollari a barile, di conseguenza ci si aspetterebbe anche un calo del prezzo di benzina e diesel al distributore, ma così non accade. Il prezzo del carburante scende di pochissimo. La Confartigianato ha dimostrato attraverso uno studio che, le accise che paghiamo sulla benzina incidono per il 67,5% del totale, quindi facendo la sottrazione senza le tasse pagheremmo un litro di gasolio 44 centesimi.

Tutto questo ci rende il Paese in Europa dove il carburante è il più caro, un altro triste primato italiano che si aggiunge a tutto il resto. Per cui la normale conclusione a cui si arriva è che qualcuno ci guadagna, a discapito di chi per necessità non può rinunciare ad usare la propria automobile. E così, vedendo i prezzi dello scorso anno, nel 2015 la benzina verde costava 1,700 euro al litro mentre, considerando il calo recente a gennaio 2016 dovrebbe costare circa 0.850 €/l. ma come possiamo notare il prezzo del solo carburante viene notevolmente aumentato dall'infinità di tasse e dalle tasse sulle tasse; pensate solo al fatto che continuiamo a pagare per la guerra di Etiopia del 1935.

L'elenco delle accise

Vediamo nel dettaglio le dieci accise che pesano sul prezzo del carburante:

0,000981 euro: finanziamento guerra d’Etiopia (1935-1936);
0,00723 euro: finanziamento per la crisi di Suez (1956);
0,00516 euro: ricostruzione dopo il crollo della diga del Vajont (1963);
0,00516 euro: ricostruzione dopo l'alluvione a Firenze (1966);
0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto in Belice (1968);
0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto in Friuli (1976);
0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia (1980);
0,106 euro: finanziamento della guerra in Libano (1983);
0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996);
0,02 euro: finanziamento per il rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri (2004);
0,005 euro: finanziamento per l'acquisto di eco-autobus (2005);
0,0051 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila (2009);
0,0071: finanziamento alla cultura (2011).

A tutto questo aggiungete l'iva al 22%, ecco la tassa sulle tasse, ed il risultato è un aumento di 0,5 euro €/litro. La Confesercenti, in una sua recente dichiarazione, sottolinea: "Pagheremmo un euro anche se ci venisse regalato il greggio. Un litro di verde costerebbe agli italiani 1,083 euro e un litro di gasolio 0,965 euro". I nostri politici non si accorgono che è questo il motivo per cui l'economia non riparte a dispetto di quello che affermano? Il governo non si accorge che questi elementi frenano gli investimenti stranieri? Ma da parte loro tutto tace e noi paghiamo.

 

 

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