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Legge di Stabilità: i conti di Renzi non tornano

Legge di Stabilità: dove sono i risultati promessi da Renzi?

Nel 2014 iniziò quel nuovo modo "giovane" di fare politica, iniziarono le grandiose imprese di un nuovo Governo - il più giovane della storia italiana - a colpi di slogan e slide. Giù le tasse, giù la spesa pubblica, su la crescita e l’economia, per superare insieme la crisi che ci aveva colpito in pieno.

La Legge di Stabilità per il prossimo anno fa acqua da tutte le parti. L’ufficio parlamentare di bilancio continua ad essere perplesso sulle stime del governo, ritenendole troppo ottimistiche. L’Istat segnala che i dati raccolti recentemente sulla nostra economia sono ancora troppo deboli. Anche le principali istituzioni, dalla Banca d’Italia alla Corte dei Conti, valutano le stime di crescita contenute nel Documento di economia e finanza piuttosto irrealistiche. Insomma i soliti slogan.

Il Pil

Prima di Renzi, rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europea, il nostro rapporto debito/Pil ci collocava circa a metà della classifica. Da quando è arrivato lui, siamo scesi al quartultimo posto nel 2014, terzultimo nel 2015, penultimo nel 2016. Solo la Grecia ha fatto peggio di noi in questi anni, eppure a sentire il Premier, l’Italia è in netta ripresa grazie alla spinta data dalle riforme introdotte dal suo governo.

Le tasse

Nel precedente biennio, le entrate alla voce Pubblica Amministrazione sono aumentate di 8 miliardi, mentre per i prossimi due anni si prevede un aumento delle tasse di circa altri 8,5 miliardi. Se gli scenari futuri diventassero realtà, il governo Renzi avrebbe all’attivo circa 19 miliardi di tasse in più che si andrebbero ad aggiungere ai 22 miliardi di aumento della spesa pubblica. Eppure, a sentire Matteo Renzi, alle famiglie italiane rimangono tanti soldi alla fine del mese.

Le colpe dei padri

Perché, dunque, non si sono ridotti i balzelli né è diminuito il debito pubblico? Perché le conseguenze di questa gestione "allegra" della finanza non le pagheranno loro, ma noi figli ed i nostri figli. Come successe nel 2008, quando i mercati finanziari presentarono il conto dopo anni di scommesse ad alto rischio. Nella prossima Legge di Stabilità dovremo sicuramente aspettarci altri tagli alla spesa, per raggiungere l’obiettivo di tagliare l’Ires del 3%. Il grosso della somma servirà per disinnescare le clausole di salvaguardia, e altri soldi dovrebbero essere utilizzati per il rinnovo dei contratti pubblici. Insomma, viaggeremo ancora sullo zero virgola.

 

 

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