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Niente quorum, hanno vinto le lobby

Il referendum sulle trivelle non raggiunge il quorum per via della scarsa affluenza alle urne da parte degli italiani. Dal Viminale vengono diffusi dati a dir poco scandalosi che indicano un'affluenza finale pari al 32,15% degli elettori aventi diritto, molto al di sotto della soglia necessaria per rendere valido il voto. La Basilicata, la Calabria, la Campania, la Liguria, le Marche, il Molise, la Puglia, la Sardegna e il Veneto sono le nove regioni che hanno voluto portare alle urne il popolo italiano, in quanto preoccupate delle conseguenze che le trivellazioni a vita delle piattaforme petrolifere possano recare a settori strategici come il turismo oltre che all'ambiente.

Il quesito referendario chiedeva di scegliere se abrogare la norma introdotta dal Governo Renzi con l'ultima legge di Stabilità, che consente alle compagnie petrolifere di sfruttare i pozzi di gas e petrolio fino ad esaurimento, senza limiti di tempo dovute alle scadenze delle concessioni. Secondo tale normativa, introdotta come favore alle lobby, le attività di estrazione già avviate non hanno una scadenza effettiva, cosa che sarebbe cambiata con il raggiungimento del quorum.

Comunque un successo

Tra i promotori del referendum sulle trivelle troviamo Michele Emiliano, presidente della Puglia che su Twitter scrive: 'Sono andate a votare 14 milioni di persone. Un successo strepitoso che impegna il governo a cambiare politica industriale ed energetica'. Anche se il quorum non è stato raggiunto, la parte del popolo italiano a cui interessa far sentire la sua voce ha sollevato un quesito importante che obbligherà il governo attuale e quelli futuri a rivedere le politiche energetiche, iniziando un progressivo abbandono delle fonti fossili a favore delle energie rinnovabili. Grazie a questo insuccesso, al dibattito politico si aggiunge anche il tema energetico, nonostante la campagna di disinformazione e oscuramento sui media e i continui appelli all'astensione da parte del Premier. La campagna referendaria accende i riflettori sulle lobby del petrolio in Italia che come tutte le lobby pensa sempre e solo al profitto e mai alla salute o all'avanzamento tecnologico di un Paese. Il dubbio che le trivelle non siano sinonimo di benessere è stato sollevato e sfatato il mito che portino soldi al paese, visto che l'attività di estrazione copre solo l'1% del fabbisogno energetico.

A riprova di tutto ciò c'è l'incidente di ieri sera a Genova alle condutture della Iplom, una raffineria di petrolio che ha sede a Busalla, con conseguente sversamento di una grande quantità di petrolio nel rio Pianego che sfocia nel Polcevera. Neanche il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco è riuscito ad evitare il disastro ambientale fermando la fuoriuscita di greggio che, purtroppo ha raggiunto le acque del mare ligure. La Valpolcevera e i suoi abitanti si trovano di nuovo a dover subire l'ennesimo disastro dovuto alle industrie petrolifere e al servilismo del governo alle lobby.

Adesso il 68% degli italiani che non ha votato prenda una pala e vada a Genova a pulire.

 

 

Chi Sono
Danilo Castrechini
Author: Danilo CastrechiniWebsite: http://caidoo.altervista.org
Nato a Roma, laureato in Ingegneria Informatica, ideatore del brand Portale Caidoo. Ho da sempre due passioni: la scrittura e l'AS Roma. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro "Vaniglia". Scrivo principalmente di cose che mi interessano e appassionano, cercando di dare un punto di vista diverso dalla solita informazione.

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