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Referendum di ottobre: adesso che gli serve, Renzi incita al voto

Referendum di ottobre: l'Italia è contro

Il referendum costituzionale a cui dovranno partecipare i cittadini italiani il prossimo ottobre servirà per avallare o bocciare la riforma della Costituzione proposta dal ministro Boschi e da un governo non eletto da nessuno. Di seguito alcune considerazioni sulle modalità di voto, i quesiti e il testo di legge della riforma.

Ieri a Firenze il Premier Renzi ha dato ufficialmente il via alla campagna per il Si, visto che il prossimo referendum sarà una prova del nove per la politica del suo governo, dichiarando anche che in caso di vittoria del no è pronto a rassegnare le sue dimissioni. E già da ieri si stanno costituendo i comitati del no, presieduti da alcuni costituzionalisti e dalle opposizioni.

Si voterà per suggellare o respingere le riforme costituzionali inserite nel Ddl Boschi. E, siccome lo stesso Matteo Renzi vuole molto che tali riforme avvengano, questa volta non spinge il popolino ad andare al mare o all'astensionismo, come avvenuto poche settimane fa in occasione del referendum sulle trivelle, questa volta non deve accontentare le lobby del petrolio, ma vuole trasformare quel referendum in una vittoria di tutto il suo governo, per sbandierare ancora una volta la balla che la sua legislatura è quella che ha rimesso in moto il Paese.

E' stata indetta questa votazione in quanto in Parlamento il ddl non ha ottenuto la maggioranza dei voti, quindi c'è già stata una prima bocciatura. La decisione perciò è rimandata ai cittadini. 

Quali novità introduce

Fine del bicameralismo - La Camera dei Deputati sarà l’unica assemblea legislativa nella quale convoglierà tutto il potere decisionale. Ci sarà maggiore velocità nell'approvazione delle leggi, ma i futuri governi avranno troppa influenza.

Riduzione dei Senatori - Da 315 a 100 di cui 5 scelti dal Presidente della Repubblica e 5 dalle Regioni. Restano i Senatori a vita, quindi restano stipendi e pensioni d'oro, inoltre, resta l'immunità parlamentare per cui resterà gente del calibro di Formigoni.

Elezione del Presidente della Repubblica - Il capo dello Stato sarà eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori. Quindi non verrà fatto alcun taglio al numero dei deputati che continueranno a costarci una fortuna e a farci fare figure pessime in tutto il mondo. Basta andare sul profilo Twitter di Gasparri per farsi un'idea. 

Aumento firme - Per i referendum ci vorranno 800 mila firme (ora 500 mila) e per le leggi di iniziativa popolare il numero di firme necessarie è triplicato, da 50 mila a 150 mila. E spero sia chiaro a tutti che vogliono togliervi anche l'ultimo strumento di democrazia rimasto nelle mani del Popolo che dovrebbe essere sovrano. 

Inoltre ci sarà l'abolizione del Cnel con assorbimento del personale presso la Corte dei Conti, abolizione delle Province, ma solo come riferimento testuale nella Costituzione, possibilità di sottoporre le leggi che disciplinano le elezioni alla Consulta per un parere di legittimità e l'introduzione dell'equilibrio di rappresentanza tra donne e uomini. 

L'insieme di tutte queste riforme rappresenta uno stravolgimento totale dei principi su cui si basa il nostro Paese, che virano verso una deriva più autoritaria e sono state decise da una maggioranza illegittima e non dall'unione di tutte le forze politiche. Inoltre, il referendum, viene propagandato dal Presidente Renzi come determinante per la continuazione del suo governo e non come necessario per un salto di qualità della nostra Nazione, che piuttosto ne uscirebbe peggiorata. 

Infine, ci sarebbe il problema del quesito unico. Gli italiani saranno chiamati a votare su un testo non omogeneo con un semplice Si oppure No. Quindi, come stanno cercando di fare le opposizioni, sembra più giusto votare separatamente su vari quesiti per ogni capitolo della riforma.

 

 

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