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Reato di tortura: la legge esiste, ma non piace a nessuno

L'Italia ha una legge contro la tortura

Dopo un iter burocratico durato la bellezza di quattro anni, finalmente anche l'Italia ha una legge sul reato di tortura. Mercoledì c’è stato il via libera definitivo della Camera dei Deputati che ufficializza il nuovo reato nel codice penale, purtroppo come spesso accade, il lavoro dei nostri politici è stato fatto "alla bene e meglio", perché questa nuova legge è criticata da tutti, perfino dallo stesso PD che ha voluto con forza tale provvedimento.

Il Partito Democratico, infatti, riconosce i molteplici compromessi che si sono dovuti fare per arrivare a questo risultato. Forza Italia e Fratelli d’Italia dicono che questa legge criminalizza le Forze dell’ordine, mentre il Movimento 5 Stelle la definisce inutile poiché non punisce realmente chi commette il reato.

Ci sono poi identità al di fuori della #politica, come le associazioni per i diritti umani, che la reputano inutile oltre alla magistratura secondo cui è "inapplicabile".

Perché non piace la nuova legge

Il Pd e Alternativa popolare sono i promotori della legge ed hanno ottenuto 198 voti favorevoli, mentre il centrodestra ha votato contro (35) e il M5S, Sinistra italiana e Mdp hanno optato per l’astensione (104). Il testo uscito dal Senato a maggio scorso era confuso, inapplicabile e controproducente, non rispecchiava la definizione del crimine scritta nella Convenzione Onu contro la tortura. Inoltre i deputati del PD non hanno preso in considerazione l’appello di giudici e magistrati del Tribunale di Genova coinvolti nei processi della Scuola Diaz e nella Caserma di Bolzaneto che ritenevano il testo inapplicabile alla maggior parte dei casi presi in esame, qualificati dalla Corte europea come "tortura".

Principalmente colpisce i comportamenti violenti degli ufficiali delle forze dell’ordine, coloro che commettono abusi e che disonorano la loro divisa, simbolo di onore e rispetto, senza però tenere conto della pluralità delle condotte violente, della verificabilità del trauma psichico e dei tempi di prescrizione ordinari.

Ilaria Cucchi: “Meglio nulla”

La legge varata dal Parlamento italiano è "inutile". Lo afferma la presidente dell'associazione Stefano Cucchi Onlus e sorella dello stesso, Ilaria Cucchi: “Il commissario europeo per i diritti umani ha bocciato il ddl esprimendo mille preoccupazioni. Non capisco perché la Repubblica italiana che fu patria del diritto oggi è così intimorita da una legge vera sul reato di tortura”.

 

 

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