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Lo Stato del gioco: viaggio nel mondo delle slot machine

Fila di slot a Las vegas

Esiste un libro dal titolo 'Mangiasoldi' edito da Nuova editrice Berti, in cui il titolare della società Bakoo Spa, Fabrizio Gatti, parla del mondo delle videolottery raccontandolo dal punto di vista di chi produce le macchinette che solitamente vediamo nei bar e nei tabacchi della nostra città. Lo Stato italiano se da un lato vuole limitarne l'uso per tenere sotto controllo la patologia dei giocatori, la cosiddetta ludopatia, dall'altro non si impone sulla loro diffusione nelle sale da gioco e in altre attività.

La Bakoo Spa è una delle aziende leader nella produzione di macchine da gioco ed il titolare ha anche ideato, senza però mai riuscire ad immetterle sul mercato, delle macchinette che avvertono il giocatore della sua dipendenza e quindi possono farlo smettere di giocare prima che la sua vita vada in rovina. Stando a quanto ci racconta il mondo delle slot è ritenuto moralmente riprovevole da amministratori locali ed anche dal governo che però ha introiti per 4 miliardi l'anno da questo settore: «Eliminare le slot machine non risolve il problema – spiega l’imprenditore – andrebbe piuttosto regolamentato il settore, ma lo Stato ha tutto in mano e noi ci limitiamo solo a produrre le macchinette».

Lo Stato sceglie le caratteristiche delle slot machine che vengono poi installate in tutta Italia nei bar, tabaccherie e sale giochi, e sceglie anche i meccanismi di vincita e di perdita, oltre alle percentuali di incasso. La percentuale di vincita è spesso decisa in modo tale da mangiare i risparmi dei giocatori: «Il 74 per cento del denaro ritorna in vincita e lo Stato ci guadagna anche se vede le slot come un mezzo per l’intrattenimento». In questo meccanismo di guadagno sono coinvolte le aziende produttrici, i gestori degli esercizi, ma sopratutto lo Stato: «È come al casinò, ma in questo caso lo Stato italiano è il banco, che vince sempre» e guadagna la maggior parte degli introiti. E chi cerca di fare qualcosa per cambiare le regole è semplicemente 'fuori dal gioco'. 

Con la legge di stabilità 2015 del Governo Renzi vengono introdotte nuove misure che, secondo Gatti, non risolvono il problema, ma rischiano di aumentare i soggetti a rischio patologia. Ad esempio la decisione di nascondere alla vista le slot che si trovano nei bar e nei luoghi pubblici in modo da isolare i giocatori incalliti, che così non saranno più sottoposti al giudizio delle altre persone aggravando la loro situazione.

La scelta di attivare dei sistemi che tutelino il cittadino spetta sempre allo Stato, che però si guarda bene dal rinunciare a quei 4 miliardi di euro che fanno gola a molti.

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