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Verdini condannato a due anni per corruzione
Categoria: Politica

È arrivata per Denis Verdini la condanna a due anni di carcere, ma la pena è stata sospesa, con l'accusa di concorso in corruzione, nel processo riguardante l'appalto dei lavori alla scuola Marescialli di Firenze. L'ennesima condanna dell'ennesimo parlamentare della Repubblica Italiana riapre il dibattito interno al Pd sui voti dei verdiniani che sostengono il governo Renzi. Attacchi da ogni fronte e critiche arrivano non solo dalla minoranza interna, ma anche dal Movimento 5 Stelle. Da largo del Nazareno ora cercano di divincolarsi da quest'altro scandalo in cui si ritrovano invischiati facendo sapere, tramite il capogruppo Dem alla Camera Ettore Rosato: "Noi non stiamo al governo con Verdini. Le vicende giudiziarie sono una cosa a parte".

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Immagine del Parlamento italiano vuoto
Categoria: Politica

"Deputati e senatori lavorano molto poco", questa è la denuncia che stavolta non viene dai soliti 'populisti' o da qualche utente seccato sui social network, bensì dall'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ora senatore a vita con stipendio di 13.000 euro al mese, così composto: Indennità Parlamentare, Diaria, Rimborso Spese e in più anche una copertura ulteriore per spese di viaggio e telefoniche. Mercoledì scorso, durante una seduta lampo delle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato, si è spazientito e ha dichiarato: "Riunirci negli spiccioli di tempo rappresenta una grave decadenza istituzionale. Mi chiedo se i presidenti delle Camere possano provare a convincere i rappresentanti dei gruppi parlamentari a lavorare di più delle 30-40 ore settimanali".

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Bocciata la spending review del Governo Renzi
Categoria: Politica

Un nuovo affondo proveniente per la prima volta da un organo istituzionale, il collegio dei Questori, sbugiarda il Governo in carica sulla questione della spending review. Dal rapporto, denominato bilancio di previsione 2016, si evince che non solo le spese non sono state tagliate, come sbandierato in più occasioni da Renzi, bensì sono state addirittura aumentate. Inoltre a Montecitorio continua a passare la linea deisacrifici che il popolo italiano deve continuare a fare, ma per i deputati non c'è stata nessuna revisione di spesa né tanto meno è stato ridotto il loro numero e i loro privilegi.

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