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Hiv, i farmaci antiretrovirali aiutano la remissione del virus

Scoperta nel trattamento dell'Aids

In Canada si è svolta l'ottava edizione della conferenza dell'International AIDS Society (IAS) sulla malattia che affligge milioni di persone in tutto il mondo. Ma la vera scoperta è stata fatta in Francia, all'Institut Pasteur, dove per la prima volta nella storia è stato osservato il primo caso di remissione prolungata su una persona affetta da Hiv. Una ragazza infettata alla nascita non manifesta più i sintomi della presenza del virus nonostante siano stati interrotti i farmaci antiretrovirali da circa 12 anni. I medici dell'istituto Pasteur, spiegano che dopo una prima fase in cui si assumono tali farmaci è possibile ottenere la remissione della malattia non solo negli adulti, ma anche nei bambini che nascono già sieropositivi.

Asier Saez-Cirion, esperto che lavora nell'istituto francese, fa notare che la ragazza non è naturalmente predisposta a tenere sotto controllo l'infezione, quindi dice: "Probabilmente il fatto di aver iniziato il trattamento in età precoce con i farmaci antiretrovirali ha portato la ragazza alla remissione del virus per un lungo tempo". La somministrazione della terapia è avvenuta per i 6 anni successivi alla nascita, circostanza che ha permesso di: "Limitare la formazione delle cellule maligne del virus e di proteggere le difese immunitarie", spiega l'esperto, precisando comunque che "la remissione dell'infezione è un fenomeno raro dovuto forse ad una serie di fattori e caratteristiche proprie del paziente".

Nel corso degli anni gli studi hanno dimostrato che nelle persone adulte sieropositiveè possibile tenere sotto controllo l'infezione, anche dopo la sospensione dei farmaci, in un trattamento che ha avuto inizio nei primi 3 mesi dopo la diagnosi e durato 3 anni. Nel lungo periodo i pazienti coinvolti continuavano ad essere in remissione. Dopo questa nuova scoperta si è dimostrato che il controllo è possibile anche in pazienti giovani o addirittura neonati.

"I trattamenti ricevuti dai pazienti sono di tipo standard - continua Saez-Cirion - e sono accessibili normalmente in tutti i centri di cura". La differenza, quindi, consiste nell'inizio della terapia. Prima si inizia il controllo del virus e maggiori sono le probabilità di remissione. Per questo, secondo lo scienziato, tutti i bambini infettatidall'Hiv dovrebbero iniziare durante la gestazione o nei primi mesi di vita il trattamento con antiretrovirali, anche se ancora non si ha l'assoluta certezza di prevedere quali tra di loro può sospendere il trattamento e replicare così il caso della fortunata giovane paziente in remissione prolungata.

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