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Ogni giovane coppia in attesa del primo bambino si trova davanti a scelte importanti, come decidere cosa fare del cordone ombelicale al momento del parto. Numerose sono le famiglie che si rivolgono alle biobanche, ovvero strutture che si occupano del prelievo e della conservazione cellule staminali, un patrimonio biologico importantissimo per tutta la famiglia. La scelta della banca a cui affidarsi è il primo passo dell’iter che porterà alla conservazione delle cellule staminali del neonato. Grazie a processi rigorosi e ben definiti tali cellule potranno essere conservate per oltre 20 ani rimanendo vitali e mantenendo le loro capacità differenziative, come dimostrato da diverse evidenze scientifiche1,2.

Per valutare le diverse strutture è bene informarsi sulla qualità e la sicurezza dei servizi offerti. In questo senso un dato importante è la presenza della GMP3, una certificazione internazionale riconosciuta in tutto il mondo come garanzia di qualità nell’ambito della conservazione del cordone ombelicale. Una volta scelta la biobanca e firmato il contratto, il primo passo è procurarsi il nulla osta per l’esportazione delle cellule cordonali in territorio estero. Per effettuare la richiesta è sufficiente recarsi presso l’ospedale dove nascerà il bimbo e compilare dei moduli forniti direttamente dalla struttura ospedaliera. Nel frattempo i genitori dovranno prendere contatti con la biobanca, che si occuperà di inviare il kit per la raccolta, nel quale saranno presenti tutti gli strumenti necessari al personale ospedaliero per effettuare, dopo la nascita del bambino, il prelievo del sangue cordonale.

Il grande giorno, quindi, basterà consegnare il kit in ospedale e si occuperanno di tutto i medici o gli infermieri assegnati. La temperatura all’interno del kit di prelievo, grazie a un particolare strumento elettronico, viene costantemente monitorata e mantenuta nelle corrette condizioni fino all’arrivo nella biobanca. Dopo la nascita del bimbo i genitori dovranno solo fare una telefonata alla banca, che manderà immediatamente un corriere incaricato di prelevare il campione direttamente in ospedale e di consegnarlo alla struttura dove avranno inizio le procedure per la conservazione delle cellule. A questo punto, dopo aver analizzato parametri fondamentali come vitalità e volume delle cellule, i biologi preparano il campione alla vera e propria conservazione.

Una volta effettuati i trattamenti necessari le cellule vengono poste negli speciali biocontainers, appositi contenitori in grado di mantenere le unità alla temperatura ottimale di -196°C. A questo punto la famiglia riceverà direttamente a casa il certificato di crioconservazione: una sorta di attestato di conservazione del campione. Il campione di cellule staminali sarà conservato per molti anni (in genere 25, con possibilità di proroga) e disponibile all’occorrenza per il bambino e per tutta la famiglia. In caso di necessità, infatti, basterà richiedere l’autorizzazione all’importazione al Ministero della Salute e contattare la biobanca che si occuperà di inviare tempestivamente le cellule staminali conservate ai suoi proprietari.

 

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

 

Note: 

1.Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.

2. Broxmeyer, H.E., Cord blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.

3. Good Manufacturing Practice

Chi Sono
Sorgente
Author: SorgenteWebsite: http://www.sorgente.com/
Sorgente si impegna quotidianamente nel dare alle famiglie informazioni chiare, esaustive e supportate da fonti autorevoli sulla conservazione delle staminali cordonali. Uno staff di consulenti biotecnologi qualificati è a disposizione delle famiglie per approfondire ogni aspetto di questo argomento così che possano scegliere in modo consapevole e informato come disporre del patrimonio biologico presente nel cordone dei loro bimbi.

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